L'elisir d'amore

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Novembre 2020
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Trama

 

Atto I

Mentre i mietitori stanno riposando all'ombra, la loro fittavola Adina legge in disparte un libro che narra la storia di Tristano e Isotta. Intanto, il contadino povero Nemorino la osserva ed esprime per lei tutto il suo amore e la sua ammirazione, dolendosi della propria incapacità di conquistarla (Quanto è bella, quanto è cara). I contadini chiedono ad Adina di leggere ad alta voce e lei riferisce la storia di Tristano che, innamorato della regina Isotta, ricorre a un filtro magico che lo aiuta ad attirare il suo affetto e la sua fedeltà (Della crudele Isotta).

Mentre Nemorino sogna di trovare questo magico elisir, arriva al paese il sergente Belcore con lo scopo di arruolare nuove leve. Egli corteggia Adina e le propone di sposarlo (Come Paride vezzoso), ma la bella fittaiuola risponde di volerci pensare un po'. Segue un duetto tra Adina e Nemorino in cui la donna espone la sua teoria sull'amore: l'amore fedele e costante non fa per lei (Chiedi all'aura lusinghiera).

Arriva poi il dottor Dulcamara, un truffatore, che, spacciandosi per medico di grande fama, sfoggia alla gente i propri portentosi preparati (Udite, udite, o rustici): Nemorino gli chiede se per caso abbia l'elisir che fa innamorare e il ciarlatano gli offre per uno zecchino una bottiglia di vino bordò, spiegando che l'effetto si farà sentire dopo un giorno (quando egli sarà già lontano da quel villaggio). Nemorino beve l'elisir e si ubriaca: ciò lo fa diventare disinvolto quel tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di Adina, che subito prova un certo fastidio, abituata com'è a sentirsi desiderata.

Adina, per vendicarsi dell'indifferenza di Nemorino, accetta di sposare il sergente Belcore, che però dovrà partire il giorno dopo; pertanto, le nozze vengono fissate per il giorno stesso. Nemorino cerca di convincere Adina ad attendere fino al giorno successivo (lui sa che solo il giorno dopo avrà effetto l'elisir), ma Adina se ne va con Belcore.

 

Atto II

Fervono i preparativi per le nozze. Dulcamara e Adina improvvisano una barcarola a due voci (Io son ricco e tu sei bella). Quando giunge il notaio, Adina dice di voler aspettare la sera, perché vuole sposarsi in presenza di Nemorino, per punirlo della sua indifferenza. Nemorino vuole comperare un'altra bottiglia di elisir ma non avendo più denaro si arruola tra i soldati di Belcore per avere la paga (Ai perigli della guerra). Belcore così ottiene di allontanare il suo rivale.

Giannetta sparge la notizia che Nemorino ha ottenuto una grande eredità da uno zio deceduto da poco (Saria possibile?). Questo non lo sanno né l'interessato, né Adina, né Dulcamara: la novità fa sì che le ragazze del paese corteggino Nemorino e questi pensa sia l'effetto dell'elisir. Dulcamara resta perplesso, Adina si ingelosisce.

Dulcamara le racconta di aver venduto a Nemorino l'elisir e lei capisce di essere da lui amata (Quanto amore! Ed io spietata). Nemorino gioisce quando si accorge di una lacrima negli occhi di Adina, che gli rivela che anche la ragazza lo ama (Una furtiva lagrima). Adina riacquista il contratto di arruolamento di Nemorino e glielo consegna, invitandolo a restare nel paese. Nemorino è deluso, vorrebbe una dichiarazione d'amore che non arriva e allora dichiara di volersene andare: solo allora Adina cede e dichiara di amarlo (Prendi, per me sei libero). Belcore conclude che in un altro paese troverà qualche altra ragazza da corteggiare, Dulcamara se ne va trionfante per il successo del suo elisir (Ei corregge ogni difetto).

Programma e cast

Interpreti


Adina: Olga Pudova
Nemorino: Stanislav Leontiev
Dulcamara: Andrei Serov
Belcore: Vladimir Moroz
Giannetta: tba


Crediti


Musiche di Gaetano Donizetti
Libretto di Felice Romani


Direttore musicale: Valery Gergiev
Direttore di scena: Alexander Petrov
Production Designer: Vladimir Firer
Progettista dell'illuminazione: Alexei Tarasov
Maestro di danza classica: Ilya Ustyantsev
Preparazione musicale: Irina Soboleva
Maestro del coro principale: Andrei Petrenko

Teatro Mariinskij

Il teatro Mariinskij (in russo: Маpиинский театp), è un teatro di San Pietroburgo e deve il suo nome alla principessa Maria Aleksandrovna, in passato ha avuto, in epoca sovietica, il nome di Teatro Kirov (in onore diSergej Kirov) e come Accademia nazionale dell'opera e del balletto e, in epoca zarista, teatro imperiale di San Pietroburgo.

In tale teatro vengono rappresentate opere e balletti, in particolare dalla compagnia di ballo Balletto Mariinskij.
 

Il teatro è stato progettato da Alberto Cavos e vede la propria luce nel 1859, in sostituzione del teatro Circus, che sorgeva nello stesso luogo, distrutto da un incendio.  Il 2 ottobre 1860 viene inaugurato con Una vita per lo Zar diMikhail Glinka. Nel 1885, il teatro ha subito un intervento, per mano dell'architetto Viktor Schröter, volto ad ampliare gli spazi esistenti: è stata costruita una nuova ala, a tre piani, adibita a laboratori teatrali e a sale prove, nonché per ospitare l'impianto elettrico e di riscaldamento. Nove anni dopo, sempre sotto la direzione di Viktor Schröter, sono state sostituite le travi in legno e ampliato il foyer e le ali laterali.
 

Il teatro si contraddistingue per essere stato il luogo in cui le più importanti opere musicali russe hanno visto il proprio debutto.Tra queste si ricorda: Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij nel 1874, nonché le più importanti opere di Čajkovskij: La dama di picche (opera) nel 1890, Iolanta nel 1892, La bella addormentata, Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni. Anche l'opera La forza del destino di Giuseppe Verdi è stata qui rappresentata in prima assoluta il 10 novembre 1862. Nel 1909 avviene la prima assoluta di Il gallo d'oro di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
 

Nel 1988 Valerij Gergiev è stato nominato direttore artistico del teatro e nel 1996 il governo centrale gli ha conferito la carica di direttore artistico e generale, ossia il completo controllo amministrativo e musicale del grande e prestigioso teatro d'opera.

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